Sedia ergonomica da scrivania: come sceglierla per lavorare da casa

Poltrona da ufficio Kastel Key Bold in un ambiente di lavoro
Immagine courtesy Kastel

Una sedia da scrivania si sceglie per le ore in cui non ci pensate. Ecco quali regolazioni contano davvero, cosa dicono INAIL e la normativa sui videoterminali e come portare una seduta da lavoro in una casa che non vuole sembrare un ufficio.

Una buona sedia ergonomica da scrivania ha cinque cose che si possono controllare in negozio: l’altezza della seduta regolabile, uno schienale con supporto lombare regolabile in altezza e inclinazione, una seduta di profondità adatta alle vostre gambe, braccioli regolabili che non vi tengono lontani dal piano e una base a cinque razze con rotelle. Sono le caratteristiche che INAIL indica per il sedile della postazione al videoterminale, sulla base del Testo unico sulla sicurezza sul lavoro.

Chi lavora da casa spesso parte dalla sedia della cucina, e per qualche ora funziona. Quando le ore crescono, la differenza tra una sedia che si regola e una che non si regola si sente a fine giornata.

In sintesi

  • Regolazioni da cercare: altezza della seduta, schienale con supporto lombare regolabile, profondità della seduta, braccioli regolabili.
  • Base a cinque razze con rotelle e seduta girevole, come indica INAIL per le postazioni al videoterminale.
  • Schienale e seduta formano un angolo di 90-100° nella postura indicata da INAIL; OSHA chiede uno schienale che si inclini di almeno 15° dalla verticale.
  • Il D.Lgs. 81/2008 e il suo allegato XXXIV riguardano i lavoratori al videoterminale; a casa, per chi non rientra, restano un’ottima guida di buona pratica.
  • Nella scheda tecnica cercate la conformità alle norme UNI EN 1335.

Quali regolazioni deve avere una sedia ergonomica da scrivania?

Deve regolarsi almeno in altezza della seduta, in altezza e inclinazione del supporto lombare e, nei modelli migliori, in profondità della seduta e in altezza e larghezza dei braccioli. INAIL lo spiega nella scheda dedicata alla postazione di lavoro al videoterminale: il sedile deve dare un supporto stabile, permettere di cambiare posizione senza posture obbligate ed essere di altezza regolabile, come richiede il D.Lgs. 81/2008.

La stessa scheda aggiunge dettagli che contano nell’uso quotidiano: seduta girevole, per raggiungere il cassetto senza torcere la schiena; rivestimenti traspiranti con bordi smussati e facili da pulire; rotelle che non facciano scappare la sedia quando ci si siede.

Elemento Cosa cercare Fonte
Altezza della seduta Regolabile, con i piedi ben appoggiati a terra o su un poggiapiedi INAIL, D.Lgs. 81/2008
Supporto lombare Regolabile in altezza e inclinazione INAIL
Inclinazione dello schienale Almeno 15° dalla verticale, con blocco o tensione regolabile OSHA
Profondità della seduta Adattabile; 2-3 cm liberi tra bordo e incavo del ginocchio INAIL, HSE
Braccioli Regolabili, senza impedire di avvicinarsi al piano INAIL, OSHA
Base Cinque razze antiribaltamento, rotelle adatte al pavimento, seduta girevole INAIL, OSHA

Schienale e supporto lombare

Lo schienale è la parte su cui si risparmia più spesso, ed è quella che si nota di più dopo qualche ora. INAIL chiede un supporto lombare con altezza e inclinazione regolabili, e nella scheda sulla postura al videoterminale indica che il sedile va regolato in modo da sostenere il tratto lombare della colonna, con uno schienale che forma con la seduta un angolo di 90-100°. L’agenzia statunitense per la sicurezza sul lavoro, nella sua guida OSHA alle sedie per postazioni al computer, aggiunge che lo schienale deve potersi inclinare di almeno 15° rispetto alla verticale e restare bloccato oppure offrire una resistenza regolabile.

Seduta e braccioli

OSHA descrive una seduta imbottita con il bordo anteriore arrotondato “a cascata”, larga abbastanza per la maggior parte delle corporature e regolabile in profondità: chi è alto ha bisogno di sostegno sotto tutta la coscia, chi è più minuto deve poter appoggiare la schiena senza che il bordo prema dietro le ginocchia. Sui braccioli OSHA è pratica: sono opzionali, e se non si regolano bene meglio non usarli. Per la seduta, le differenze tra schiume e rivestimenti sono le stesse che spieghiamo nella guida alle sedie imbottite fatte bene.

Poltrona ergonomica da ufficio Kastel Key Smart
Immagine courtesy Kastel

Cosa dice il D.Lgs. 81/2008 sulla sedia per il videoterminale?

Il D.Lgs. 81/2008 fissa nell’allegato XXXIV i requisiti minimi della postazione al videoterminale, sedile compreso, e tra questi c’è l’altezza regolabile della seduta. Il decreto considera lavoratore addetto chi usa il videoterminale in modo sistematico e abituale per venti ore settimanali. L’allegato XXXIV è il riferimento su cui INAIL costruisce le sue indicazioni nella sezione dedicata ai videoterminali sul portale INAIL. La scheda INAIL sulla legislazione ricorda anche le pause obbligatorie: 15 minuti ogni due ore di attività al videoterminale.

A casa la questione va divisa in due. Se lavorate in modalità agile come dipendenti, la Legge 81/2017, citata dal Ministero del Lavoro nella sua pagina sullo smart working, rende il datore di lavoro responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici che vi assegna; cosa questo comporti per la sedia dipende dagli accordi e dalla valutazione dei rischi della vostra azienda, ed è una domanda da fare all’ufficio del personale. Se invece siete liberi professionisti o lavorate al computer poche ore, nessuna norma vi impone una sedia: i criteri dell’allegato XXXIV restano però la guida più solida che ci sia per sceglierla.

Che cosa sono le norme UNI EN 1335?

Sono le norme tecniche europee recepite da UNI per le sedie da lavoro per ufficio. La scheda UNI della norma UNI EN 1335-1:2022, in vigore dal 15 dicembre 2022, spiega che la parte 1 specifica le dimensioni di quattro tipologie di sedie da lavoro per ufficio e i metodi per misurarle, e che non si applica alle sedie per bambini. La parte 2, UNI EN 1335-2:2018, fissa i requisiti di sicurezza, resistenza e durabilità. Per chi compra sono un dato da cercare nella scheda tecnica: la conformità dichiarata indica che la sedia è stata provata secondo quei metodi.

Basta una sedia da pranzo per lavorare da casa?

Per qualche ora alla settimana sì, se è comoda; per una giornata intera di lavoro al computer, di solito no. Una sedia da pranzo ha altezza fissa, niente rotelle e uno schienale che non si regola: va bene a tavola, dove ci si muove e ci si alza spesso, meno al computer, dove si resta fermi più a lungo.

Se usate il tavolo da pranzo come scrivania occasionale, scegliete la sedia più adatta tra quelle che avete con i criteri della guida alle sedie comode da pranzo e verificate che l’altezza della seduta sia corretta rispetto al piano, come spiega la nostra guida alle misure della sedia e del tavolo. L’Health and Safety Executive britannico suggerisce un cuscino per alzare la seduta o per aggiungere sostegno alla schiena quando la sedia non basta. INAIL avverte che palle e sedute a fungo non hanno la stabilità di un sedile classico.

Come regolare la sedia una volta a casa?

Si parte dai piedi e si sale. INAIL descrive la postura di riferimento al videoterminale in pochi punti, che diventano una sequenza da seguire:

  1. Altezza della seduta: i piedi devono avere un appoggio stabile e le ginocchia formare un angolo di circa 90°; INAIL considera migliore un angolo un po’ più aperto, con un buon appoggio. Se i piedi non arrivano a terra, serve un poggiapiedi con superficie non scivolosa.
  2. Profondità: con la schiena appoggiata, tra il bordo della seduta e l’incavo del ginocchio devono restare 2-3 cm, come indica HSE.
  3. Schienale: il supporto lombare va portato all’altezza della parte bassa della schiena, con un angolo tra schienale e seduta di 90-100°.
  4. Braccioli e piano: gli avambracci devono restare orizzontali e paralleli al piano di lavoro, con le spalle rilassate.
  5. Schermo: non deve essere più alto degli occhi; HSE indica il bordo superiore all’altezza degli occhi, a circa un braccio di distanza.

INAIL ricorda infine che la postura non va tenuta fissa: inclinarsi in avanti, appoggiarsi indietro e muovere gambe e braccia fa parte del lavoro seduto, così come alzarsi e camminare durante le pause. Se avvertite dolori persistenti, la persona giusta per consigliarvi è il medico, non una scheda di arredo.

Come scegliere una sedia da ufficio che stia bene in casa?

Cercate una seduta operativa con le regolazioni giuste e una finitura domestica: rivestimenti in tessuto o lana al posto della rete tecnica, colori caldi, base in alluminio lucido o verniciato al posto della plastica nera. Esistono sedute operative pensate per lo studio di casa, con schienali più contenuti e forme vicine a quelle di una sedia da pranzo: le regolazioni restano il primo filtro, poi viene lo stile. I criteri per abbinare stile e materiali sono gli stessi della guida su come scegliere le sedie moderne. Un riferimento per confrontare forme e materiali anche per l’angolo studio è il catalogo di Arredare Moderno, che propone sedie per i diversi ambienti della casa.

In soggiorno la sedia si vede anche da dietro: uno schienale rivestito sul retro e una base semplice la fanno sembrare un mobile, non un’attrezzatura. Le rotelle, come raccomanda OSHA, vanno scelte in base al pavimento.

Domande frequenti sulla sedia ergonomica da scrivania

Lo schienale alto è sempre meglio?

No. INAIL ricorda che lo schienale alto può avere un sostegno per la testa e la zona cervicale, utile se vi appoggiate spesso all’indietro. Per lavorare al computer conta soprattutto che il supporto lombare sia regolabile.

Una sedia a quattro gambe va bene per la scrivania?

Per poche ore può bastare, ma per una postazione di lavoro INAIL indica una base a cinque razze antiribaltamento con rotelle, e OSHA chiede una base robusta a cinque razze.

Cosa controllare prima di comprare

Portate con voi due misure: l’altezza del piano della vostra scrivania e quella della seduta su cui vi trovate meglio oggi. In negozio regolate la sedia seguendo la sequenza dai piedi allo schermo e restate seduti qualche minuto con la schiena appoggiata. Chiedete la scheda tecnica e cercate la conformità alle norme UNI EN 1335, il campo di regolazione della seduta, il tipo di rotelle e i materiali dei rivestimenti. Verificate che i braccioli passino sotto il piano. E se la sedia vi serve anche per stile, guardatela da dietro: in casa è il lato che si vede di più. Se vi incuriosisce come si è arrivati alle sedute di oggi, c’è la nostra pagina sulla storia della sedia e delle sue innovazioni.

Fonti

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