Sedie in pelle: tipi di pellame, comfort e manutenzione

Pieno fiore, fiore corretto, nabuk o cuoio: come leggere il pellame, quanto è comoda una sedia in pelle e come farla durare a lungo.
Le sedie in pelle sono sedie con seduta, schienale o l’intera scocca rivestiti in pelle animale conciata. Sono tra le scelte più durevoli per la sala da pranzo: se trattate con un minimo di cura invecchiano bene, sviluppano una patina e mantengono il loro carattere per molti anni. Costano più delle sedie in tessuto o in ecopelle, e proprio per questo conviene sapere che cosa si compra. Questa guida spiega come riconoscere i diversi pellami, come valutare la sedia nel suo insieme e come mantenerla.
In sintesi
- In Italia i termini “pelle” e “cuoio” sono riservati ai materiali di origine animale (D.Lgs. 68/2020).
- Il pellame più pregiato è il pieno fiore; fiore corretto e pigmentato sono più uniformi e resistenti alle macchie.
- Il cuoio, più spesso e compatto, dà sedie dal carattere sartoriale, spesso con cuciture a vista.
- La pelle si spolvera, si pulisce con un panno appena umido e si nutre con prodotti specifici.
- Sole diretto e fonti di calore sono i principali nemici: seccano e scoloriscono il rivestimento.
Che cosa si intende per sedia in pelle?
Una sedia in pelle ha il rivestimento in pelle animale trattata con la concia, il processo che la rende stabile e imputrescibile. In Italia il decreto legislativo 68 del 2020 riserva i termini “pelle” e “cuoio” ai materiali di origine animale: un rivestimento sintetico che li imita deve essere descritto con il suo nome effettivo. La differenza con l’ecopelle è quindi sostanziale, e l’abbiamo approfondita nella guida alle sedie in ecopelle. Sotto il rivestimento la struttura può essere in legno massello, in acciaio o in una scocca stampata, e l’imbottitura è di solito in poliuretano espanso.

Quali tipi di pelle si usano per le sedie?
Pieno fiore
È la parte più esterna e pregiata della pelle, lasciata integra senza smerigliature. Conserva la grana naturale, respira bene e con il tempo sviluppa una patina. Nelle versioni all’anilina, tinte in profondità e quasi senza strato di rifinitura, è morbidissima ma più sensibile a macchie e luce.
Fiore corretto e pelle pigmentata
Il fiore viene leggermente smerigliato e ricoperto da una rifinitura colorata che uniforma l’aspetto. Il risultato è una pelle più regolare e più resistente a macchie e graffi, adatta a chi usa molto la sala da pranzo o ha bambini piccoli.
Nabuk
È una pelle con il fiore spazzolato finemente, dall’effetto vellutato al tatto. È elegante e calda, ma assorbe più facilmente liquidi e grassi: va scelta per ambienti in cui la sedia non rischia schizzi frequenti.
Cuoio
Nel linguaggio dell’arredo il cuoio indica una pelle più spessa e compatta, che tiene la forma e si presta a sedie dal disegno sartoriale, con cuciture a vista e bordi rifiniti. Un esempio è Linda di Bontempi, disegnata da Daniele Molteni: struttura in acciaio interamente imbottita e rivestita in cuoio, con cuciture a contrasto. Per un approfondimento sul materiale si può partire dalla voce cuoio dell’enciclopedia libera.
Le sedie in pelle sono comode?
La pelle di buona qualità si adatta al corpo e, a differenza di molti rivestimenti sintetici, lascia traspirare, quindi resta piacevole anche durante pranzi lunghi. Il comfort però dipende soprattutto da imbottitura, inclinazione dello schienale e misure. Una seduta in poliuretano ad alta densità mantiene la forma negli anni, mentre uno schienale avvolgente sostiene anche le braccia: è il caso della Alpha di Bonaldo, sedia con struttura in legno massello e schienale imbottito che si prolunga lateralmente fino a fare da bracciolo, proposta anche in pelle. Le misure di riferimento sono raccolte nella guida alle misure della sedia, e per leggere imbottiture e strutture vale la guida alle sedie imbottite.
Come scegliere una sedia in pelle di qualità?
Il primo segnale è la scheda tecnica: un produttore serio indica il tipo di pellame, la rifinitura e se il rivestimento è sfoderabile o fisso. Il secondo è la confezione: cuciture regolari, tensione uniforme sulla seduta, bordi rifiniti e assenza di pieghe nei punti di maggiore curvatura. Il terzo è la struttura, perché una sedia in pelle è pensata per durare a lungo e deve restare stabile. Le strutture in metallo permettono sezioni sottili e grande solidità, come spieghiamo nella guida alle sedie in metallo; quelle in legno massello danno un’impronta più calda. Infine il colore: i toni cuoio, testa di moro e cognac nascondono meglio i segni dell’uso rispetto al bianco e ai pastelli.
Arredare Moderno dedica alle sedie in pelle una sezione specifica del proprio catalogo, con modelli di produttori italiani in pelle e cuoio: utile per confrontare strutture, pellami e colori prima di scegliere. Per i consigli sull’acquisto, in negozio e online, rimandiamo alla guida su dove comprare sedie moderne.
Come pulire e mantenere le sedie in pelle?
La manutenzione è semplice se fatta con regolarità. Ogni settimana basta spolverare con un panno morbido e asciutto. In caso di schizzi si tampona subito con un panno appena inumidito, senza strofinare. Un paio di volte l’anno la pelle va nutrita con una crema o un latte specifici, provandoli prima in un punto nascosto. Vanno evitati alcol, solventi, candeggina e detersivi generici, che seccano il fiore. Le sedie vanno tenute lontane dal sole diretto e da termosifoni e camini, che scoloriscono e screpolano il rivestimento. Il nabuk si cura con spazzole e prodotti dedicati, senza acqua.
Come abbinare le sedie in pelle al tavolo?
Le sedie in pelle chiara o naturale si abbinano bene a tavoli in legno di tono medio, in rovere o noce. Il cuoio scuro o bordeaux dà profondità a tavoli con piano in ceramica, marmo o vetro, mentre il nero è perfetto con strutture metalliche. Chi vuole movimento può affiancare sedie in pelle e in tessuto della stessa palette, seguendo i suggerimenti della guida alle sedie spaiate.
Domande frequenti sulle sedie in pelle
Meglio sedie in pelle o in ecopelle?
La pelle dura di più, traspira e invecchia bene, ma costa di più e chiede nutrimento periodico. L’ecopelle è più economica e si lava con acqua e sapone, ma con gli anni può screpolarsi.
Le sedie in pelle vanno bene con i bambini?
Sì, se si sceglie una pelle con rifinitura pigmentata, più resistente alle macchie. Pieno fiore all’anilina e nabuk sono più delicati.
Come si toglie una macchia da una sedia in pelle?
Si tampona subito con un panno appena umido, senza strofinare. Per macchie di grasso o inchiostro conviene usare un detergente specifico per pelle o rivolgersi a un professionista.
Quanto spesso va nutrita la pelle delle sedie?
In genere un paio di volte l’anno, con una crema o un latte specifici. In ambienti molto caldi e secchi può servire più spesso.
Che differenza c’è tra pelle e cuoio nelle sedie?
Entrambi sono pellami animali conciati. Nell’arredo il cuoio indica di solito una pelle più spessa e compatta, che tiene la forma e si presta a sedie con cuciture a vista.
