Sedie in plastica di design: polipropilene, policarbonato e icone

Sedie Kastel Krizia con scocca in policarbonato in diverse versioni e colori
Immagine courtesy Kastel

Dalla prima sedia stampata in un solo pezzo alle versioni in plastica riciclata: come leggere i materiali e scegliere una sedia in plastica per la cucina o la sala da pranzo.

Le sedie in plastica di design per interni sono oggi realizzate soprattutto in polipropilene, policarbonato e tecnopolimeri, sempre più spesso riciclati o di origine rinnovabile. Sono leggere, facili da pulire e spesso impilabili, e alcune hanno fatto la storia del design del Novecento. Scegliere bene significa capire che cosa cambia da un materiale all’altro e leggere la scheda del produttore, più che fermarsi al colore.

In sintesi

  • Polipropilene e policarbonato sono termoplastici: si fondono con il calore e si induriscono raffreddandosi, quindi sono riciclabili meccanicamente.
  • Il polipropilene è leggero e versatile; il policarbonato è apprezzato per resistenza agli urti ed elasticità.
  • Le icone verificate: Eames Plastic Side Chair (1950), Panton Chair (progetto 1959, produzione dal 1967), Tip Ton (2011, versione RE 2020).
  • Diversi produttori usano oggi plastiche riciclate o da materie prime rinnovabili.
  • Per la cucina conviene guardare peso, impilabilità, superficie opaca o lucida e facilità di pulizia.

Di che materiale sono fatte le sedie in plastica di design?

Quasi tutte sono in materiali termoplastici. PlasticsEurope, l’associazione europea dei produttori di materie plastiche, spiega che i termoplastici si ammorbidiscono con il calore e si induriscono raffreddandosi, in un processo reversibile che consente di rifonderli e riformarli più volte: per questo sono riciclabili meccanicamente. È la proprietà che rende possibile lo stampaggio a iniezione, cioè la produzione in grande serie di sedute anche in un unico pezzo.

Sedie Kastel Klia in polipropilene verde salvia disposte in una sala luminosa
Immagine courtesy Kastel

Sedie in polipropilene

Il polipropilene (PP) appartiene alla famiglia delle poliolefine. Secondo la scheda PlasticsEurope sulle poliolefine, ha una densità tra 0,895 e 0,92 g/cm³, la più bassa tra le plastiche di largo consumo, e offre migliori proprietà meccaniche e resistenza termica rispetto al polietilene. Tra gli usi citati ci sono gli arredi da giardino, ma oggi il PP è il materiale più diffuso anche per le sedie da interno: spesso viene tinto in massa, così il colore attraversa tutto lo spessore, e a volte caricato con fibre di vetro per dargli stabilità, come nella Tip Ton RE.

Sedie in policarbonato

Il policarbonato è un altro termoplastico comune, che PlasticsEurope cita fra l’altro per le lenti degli occhiali. Nel mondo dell’arredo è il materiale delle sedie trasparenti o traslucide. Kartell, nella sua pagina sulla sostenibilità, ne ricorda le doti principali: resistenza agli urti e al fuoco, elasticità, buone proprietà meccaniche e riciclabilità.

Tecnopolimeri, plastica riciclata e bio

Con tecnopolimero si indica in genere una plastica tecnica formulata per prestazioni superiori a quelle dei polimeri di base. Il fronte più interessante è quello delle materie prime. La pagina Kartell Loves the Planet descrive tre strade: un tecnopolimero termoplastico riciclato, ottenuto da materiale inutilizzato e non contaminato; un policarbonato di seconda generazione ricavato da scarti di cellulosa e carta con processo certificato ISCC; un materiale bio ottenuto da scarti agricoli che non competono con l’alimentazione, certificato biodegradabile in acqua e nel suolo da Vinçotte e TÜV Austria.

Quali sono le sedie in plastica di design più famose?

Le più famose sono quelle che hanno cambiato il modo stesso di produrre una sedia. Ecco le icone di cui abbiamo verificato dati e materiali sulle fonti ufficiali.

Eames Plastic Side Chair

Charles e Ray Eames cercavano una scocca unica per seduta e schienale. Come racconta la scheda dell’Eames Office, non riuscendo a ottenerla in compensato curvato passarono alla fibra di vetro e poi alla plastica: il primo progetto è del 1950. Dopo lo stop della produzione alla fine degli anni Ottanta, le scocche sono tornate nel 2004 in polipropilene riciclabile al 100% e, dal 2022, la versione prodotta da Herman Miller negli Stati Uniti è realizzata con materiale riciclato post-industriale al 100%.

Panton Chair

Verner Panton immaginava una sedia in un solo materiale e in un solo pezzo. La scheda Vitra della Panton Chair indica il 1959 come anno di progetto e il 1967 come avvio della produzione in serie con Vitra: è stata la prima sedia a sbalzo interamente in plastica stampata in un unico pezzo. La prima versione era in poliestere rinforzato con fibra di vetro; quella attuale, introdotta nel 1999, è in polipropilene tinto in massa con finitura opaca, riciclabile al 100%.

Tip Ton RE

Disegnata da Edward Barber e Jay Osgerby per Vitra, nasce nel 2011 e ha una versione RE del 2020 in polipropilene riciclato proveniente dalla raccolta domestica tedesca degli imballaggi (il Gelber Sack), miscelato con fibre di vetro. È stampata in un unico stampo senza parti meccaniche, si inclina in avanti di qualche grado per favorire una postura più dritta e si impila fino a quattro pezzi.

Modello Designer Anno Materiale
Eames Plastic Side Chair Charles e Ray Eames 1950 In origine fibra di vetro; dal 2004 polipropilene, dal 2022 riciclato post-industriale (produzione Herman Miller)
Panton Chair Verner Panton 1959 (serie dal 1967) In origine poliestere rinforzato con fibra di vetro; dal 1999 polipropilene tinto in massa
Tip Ton RE Edward Barber e Jay Osgerby 2011/2020 Polipropilene riciclato da imballaggi domestici, con fibre di vetro
Re-Chair (Kartell con illy) Antonio Citterio Non indicato dalla fonte Materiale ricavato da capsule di caffè esauste

Le sedie in plastica vanno bene in cucina e in sala da pranzo?

Sì, e per molte famiglie sono la scelta più pratica: pesano poco, si spostano con una mano, non temono schizzi e briciole e, se impilabili, liberano spazio quando non servono. Il punto è sceglierle con lo stesso criterio con cui si sceglie una sedia in legno o imbottita, cioè pensando all’uso reale. Qualche indicazione di metodo:

  • Finitura: nella pratica, le superfici opache nascondono meglio i graffi leggeri; quelle lucide e trasparenti li mostrano di più.
  • Colore in massa: se la plastica è tinta in tutto lo spessore, un graffio non scopre un colore diverso sotto.
  • Impilabilità: utile in cucine piccole o per chi aggiunge posti solo quando arrivano ospiti. Se lo spazio è un problema, leggi anche la nostra guida alle sedie impilabili salvaspazio.
  • Abbinamento: una sedia in plastica colorata accanto a un tavolo in legno massello o in marmo alleggerisce l’insieme; più idee sono nell’articolo su come arredare la cucina con le sedie moderne.

Un riferimento per confrontare modelli, colori e finiture di sedie moderne, anche in plastica, è il catalogo di Arredare Moderno. Chi invece cerca sedute da esterno trova un approfondimento dedicato alle sedie di plastica per il giardino: qui ci concentriamo sugli interni.

Quanto durano le sedie in plastica e come si puliscono?

Una sedia in plastica di buona qualità, usata in casa, dura a lungo; la durata dipende soprattutto dal materiale e dallo spessore della scocca. Un aspetto da conoscere riguarda il freddo: PlasticsEurope ricorda che i termoplastici, a temperature molto basse, diventano simili al vetro e più soggetti a rompersi. In casa il problema non si pone, ma vale la pena ricordarlo se una sedia da interno finisce d’inverno su un balcone o in un garage non riscaldato.

Per la pulizia quotidiana, nella pratica comune bastano acqua tiepida, un detergente neutro e un panno morbido; spugne abrasive e solventi vanno evitati, soprattutto sul policarbonato trasparente, dove ogni graffio resta in vista. Per macchie ostinate e casi particolari trovi una guida completa su come pulire le sedie di plastica. In ogni caso le istruzioni di cura del produttore vengono prima di qualsiasi consiglio generico.

Che fine fanno le sedie in plastica a fine vita?

Essendo termoplastiche, polipropilene e policarbonato sono tecnicamente riciclabili, e non a caso diversi produttori dichiarano sedute riciclabili al 100% o realizzate con materiale riciclato. Riciclabile, però, non significa che si possa buttare la sedia nel bidone della plastica di casa: una sedia è un oggetto ingombrante e va conferita secondo le regole del proprio comune. Tutti i passaggi sono spiegati nel nostro articolo su dove si buttano le sedie di plastica. Prima ancora del riciclo, la scelta più sostenibile resta una sedia che duri: un’icona ben fatta passa di casa in casa per decenni.

Cosa controllare prima di comprare

Leggi nella scheda il materiale esatto (polipropilene, policarbonato, tecnopolimero, eventuale percentuale di riciclato) e se la plastica è rinforzata con fibre di vetro. Verifica se la sedia è impilabile e quante se ne possono sovrapporre, se il colore è in massa e quale finitura ha la superficie. Siediti e prova la flessione dello schienale: una leggera elasticità è normale, uno scricchiolio no. Infine controlla le istruzioni di pulizia e se il produttore indica come smaltire o recuperare la sedia a fine vita.

Fonti

Potrebbero interessarti anche...