Sedie bouclé: come sceglierle, abbinarle e tenerle pulite

Il bouclé ha riportato a tavola la voglia di toccare i tessuti. Sulle sedie da pranzo funziona molto bene, a patto di scegliere il filato giusto e di sapere fin dall’inizio come lo pulirai.

Le sedie bouclé sono sedie imbottite rivestite con un tessuto a filato riccio, fatto di piccoli anelli che danno alla superficie un aspetto morbido e irregolare. Sono una buona scelta per la sala da pranzo e per il soggiorno, anche con un uso quotidiano, se il tessuto dichiara in scheda una resistenza all’abrasione adatta alle sedute e se la manutenzione è compatibile con la casa: un bouclé di lana va quasi sempre a secco, mentre alcuni bouclé in poliestere o polipropilene si lavano in lavatrice a 30 °C.

La scelta, quindi, si fa su tre domande: di che fibra è, quanti cicli Martindale dichiara, come si pulisce. Il colore e la forma della sedia vengono dopo, e sono la parte più divertente.

In sintesi

  • Il bouclé è un tessuto a riccioli e anelli: morbido, materico, caldo alla vista.
  • Esistono bouclé di lana, misti e interamente sintetici, con resistenze e manutenzioni molto diverse.
  • Nelle schede Dedar si va da 40.000 a oltre 80.000 cicli Martindale per i bouclé da rivestimento.
  • Il bouclé di lana in genere non si lava in acqua; alcuni bouclé sintetici sono lavabili a 30 °C.
  • Con gatti e bambini piccoli gli anelli possono agganciarsi: meglio un riccio piccolo e fitto e una tinta media.

Cosa sono le sedie bouclé e perché piacciono?

Sono sedie interamente o parzialmente imbottite, con un rivestimento in tessuto bouclé, il cui filato forma anelli e riccioli in superficie. La scheda di Karakorum, uno dei bouclé di Dedar, lo descrive proprio così: lana e viscosa intrecciate in una trama irregolare di anelli e riccioli. È questo rilievo a renderlo riconoscibile anche a distanza.

Piace perché scalda la stanza senza bisogno di colori forti. Un bouclé bianco latte o sabbia su una sedia dalle linee semplici dà un effetto morbido, quasi da salotto, che si nota soprattutto accanto a superfici lisce come il legno laccato, il vetro o il marmo. Funziona meglio sulle sedute avvolgenti e completamente rivestite, dove il tessuto può seguire la forma senza interruzioni.

Il bouclé è resistente su una sedia da pranzo?

Sì, se il tessuto è pensato per il rivestimento e lo dichiara con un valore Martindale. Il dato misura quanti cicli di sfregamento il tessuto sopporta prima di consumarsi; il metodo è spiegato nella nostra guida ai tessuti per sedie e alla lettura della scheda tecnica. Tra i bouclé di uno stesso produttore le differenze sono ampie, come mostrano tre schede ufficiali di Dedar.

Tessuto (Dedar) Composizione Martindale Manutenzione dichiarata
Karakorum 42% lana, 33% viscosa, 24% cotone, 1% poliammide oltre 80.000 cicli Non lavare in acqua, solo lavaggio a secco
Tweedledee 49% cotone, 24% lana, 10% viscosa, 9% poliammide, 8% poliestere 60.000 cicli Non lavare in acqua, solo lavaggio a secco
Bucaneve 100% poliestere ignifugo 80.000 cicli Lavatrice a 30 °C, programma delicato, cestello a metà
Libera 100% polipropilene 40.000 cicli Lavatrice a 30 °C, niente lavaggio a secco

Karakorum e Tweedledee sono indicati da Dedar come adatti a sedute a uso intensivo, e lo stesso vale per Libera. Quello che le schede di questi bouclé non riportano è il pilling, cioè la tendenza a formare pallini: se il dato ti interessa, chiedilo al rivenditore prima di ordinare. Nella pratica, più il riccio è grosso e lento, più facilmente un anello si sfila al contatto con una cerniera, un bottone o un’unghia.

Bouclé di lana o sintetico: quale scegliere per la cucina?

Per una cucina vissuta ogni giorno conviene un bouclé sintetico lavabile; per una sala da pranzo usata con più calma, il bouclé di lana dà una mano più calda e un aspetto più ricco. La differenza non sta tanto nella resistenza, che può essere alta in entrambi i casi, quanto nella manutenzione.

  • Lana e misti con lana: mano piena, colori profondi, ottimo isolamento al tatto. Nella scheda tecnica di Karakorum di Dedar le istruzioni sono nette: non lavare, non candeggiare, non centrifugare, solo lavaggio a secco a bassa temperatura e con azione meccanica ridotta.
  • Poliestere: più tollerante con le macchie quotidiane. La scheda di Bucaneve, bouclé in poliestere di Dedar, indica lavaggio in lavatrice fino a 30 °C con cestello a metà e centrifuga breve e delicata, e una solidità alla luce pari o superiore a 6.
  • Polipropilene: il bouclé da esterno, utile anche in casa. Per Libera, bouclé in polipropilene di Dedar, il produttore dichiara resistenza alla luce e alle muffe e lavaggio a 30 °C.

Se la sedia ha una seduta sfoderabile, il bouclé lavabile diventa davvero comodo. Su un rivestimento fisso, invece, anche il tessuto lavabile si cura solo con aspirazione e tamponamento, quindi la differenza tra lana e sintetico si riduce.

Dove funzionano le sedie bouclé e dove è meglio evitarle?

Danno il meglio in sala da pranzo e in soggiorno, attorno a un tavolo usato da adulti o da ragazzi; sono meno indicate dove la sedia viene trascinata e sporcata molte volte al giorno.

  • Sala da pranzo: è il loro ambiente naturale, soprattutto con sedute avvolgenti e schienali bassi che si vedono da tutta la stanza.
  • Cucina con bambini piccoli: si può fare, ma solo con un bouclé lavabile, un riccio piccolo e fitto e un colore medio. Un bianco ottico mostrerà ogni macchia.
  • Casa con gatti: gli anelli del bouclé invitano le unghie. Un micro bouclé, come quello di Tweedledee, offre meno appigli di un riccio grosso e voluminoso.
  • Scrivania: su una sedia da lavoro lo sfregamento continuo con braccioli e pantaloni consuma il tessuto in punti precisi; meglio riservare il bouclé allo schienale o a una poltroncina di lettura.

Chi cerca una superficie altrettanto calda ma più compatta può confrontare il bouclé con le sedie in velluto, con pregi e limiti del pelo: il velluto si schiaccia con l’uso, il bouclé tende piuttosto ad appiattire i riccioli nei punti di maggiore contatto.

Come abbinare le sedie bouclé al tavolo e alla stanza?

La regola più semplice è il contrasto di superficie: il bouclé materico rende di più accanto a materiali lisci. Ecco gli abbinamenti che funzionano meglio, nella pratica comune dell’arredamento.

  • Bianco latte o avorio con legno chiaro: rovere e frassino naturali, per una sala da pranzo luminosa e morbida.
  • Sabbia o tortora con legno scuro e marmo: noce, eucalipto o un piano in marmo venato, per un effetto più elegante e caldo.
  • Grigio o beige con metallo: gambe sottili in metallo nero o bronzo alleggeriscono il volume dell’imbottitura.
  • Una sola sedia a contrasto: due poltroncine in bouclé ai capotavola e sedie più semplici sui lati.

Quest’ultima soluzione è anche un buon compromesso per chi teme la manutenzione; trovi altri esempi nella guida alle sedie spaiate da abbinare intorno al tavolo. Quanto alla forma, il bouclé valorizza le linee curve: schienali avvolgenti, sedute a conchiglia, bordi arrotondati.

Come si puliscono le sedie in bouclé?

Si puliscono soprattutto con la prevenzione: aspirazione regolare con la bocchetta morbida, tamponamento immediato delle macchie e, per il lavaggio vero, sempre e solo quello indicato in scheda. Le istruzioni di Dedar per i bouclé di lana escludono l’acqua, mentre per Bucaneve e Libera ammettono la lavatrice a 30 °C; per tutti e tre vietano la centrifuga intensa e l’asciugatrice.

Qualche accortezza specifica per il riccio, frutto dell’uso più che di una norma:

  • non strofinare una macchia: si tampona dall’esterno verso il centro, per non arruffare gli anelli;
  • se un anello si sfila, non tirarlo: si taglia a filo con forbici piccole o si riporta sul retro con un ago;
  • evita le spazzole rigide, che aprono il filato e lo fanno sembrare consumato.

Per il procedimento passo passo su macchie, fodere e prodotti, rimandiamo alla guida su come pulire le sedie in tessuto senza rovinarle.

Dove trovare modelli di sedie bouclé?

Più che cercare la “sedia bouclé”, conviene scegliere il modello imbottito che ti piace e poi verificare se il produttore offre il bouclé tra i suoi rivestimenti. Bonaldo, per esempio, rimanda dalle schede delle sedie imbottite, come Alpha e Pil, al campionario completo dei tessuti su bonaldo.biz, dove tra i nomi dei tessuti compare anche un Boucle. Sedute completamente rivestite come Teia (54 x 54 x 75 cm) o Artemis (53 x 55 x 79 cm), con una forma continua, sono il tipo di sedia su cui un tessuto materico si legge meglio. Le versioni disponibili e i colori vanno sempre confermati con il rivenditore, perché lo stesso produttore precisa che materiali e finiture mostrati sono indicativi.

Per farsi un’idea delle forme e dei marchi, un riferimento è il catalogo di Arredare Moderno, che propone sedie imbottite di diversi produttori italiani da confrontare per linea e rivestimento.

Domande frequenti sulle sedie bouclé

Le sedie bouclé si rovinano in fretta?

Non se il tessuto è da rivestimento e dichiara un buon Martindale: i bouclé Dedar citati vanno da 40.000 a oltre 80.000 cicli. Il punto debole è l’aggancio degli anelli, non l’abrasione.

Il bouclé bianco è una cattiva idea in cucina?

È una scelta impegnativa. Se ti piace, sceglilo lavabile e, se possibile, su seduta sfoderabile; altrimenti meglio sabbia, tortora o grigio chiaro.

Esiste un bouclé adatto anche all’esterno?

Sì. Dedar classifica Bucaneve e Libera tra i tessuti per interni ed esterni: sono sintetici, lavabili a 30 °C e dichiarati resistenti alla luce e alle muffe. In casa sono utili su sedie esposte al sole vicino a una vetrata.

Prima di comprare, controlla questo

Chiedi la scheda del tessuto e leggi composizione, Martindale e istruzioni di lavaggio; se il pilling non è indicato, domandalo. Verifica se la seduta è sfoderabile. Fatti dare un campione, passaci sopra il palmo e una manica di maglione per vedere quanto facilmente si aggancia, e guardalo con la luce della tua sala da pranzo. Se hai bambini o animali, preferisci un riccio piccolo e un colore medio. E se il dubbio è tra più rivestimenti, la guida alle sedie imbottite per cucina e sala da pranzo aiuta a scegliere anche l’imbottitura.

Fonti

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