Sedia Tulip di Saarinen: storia, materiali e come riconoscere l’originale
Una sola gamba, una scocca che sembra un fiore e molte riproduzioni in commercio. Ecco da dove nasce la sedia di Eero Saarinen, di cosa è fatta davvero e quali segni distinguono l’originale.
La sedia Tulip è la seduta a gamba unica disegnata dall’architetto Eero Saarinen tra il 1955 e il 1956 e prodotta da Knoll, l’azienda americana che la presenta ancora oggi all’interno della collezione Pedestal insieme ai tavoli a stelo. È fatta di due materiali, non di uno: una scocca in resina rinforzata con fibra di vetro appoggiata su una base in alluminio pressofuso, rifinita in modo che le due parti sembrino un pezzo unico. Proprio questa illusione è il centro del progetto, ed è anche il punto da cui partire per distinguerla dalle riproduzioni.
In sintesi
- La Tulip Armchair (modello 150) è datata 1955-56 nella collezione del MoMA di New York, dove è entrata come dono del produttore.
- Saarinen voleva eliminare la confusione di gambe sotto tavoli e sedie: da qui la base a stelo unico.
- La scocca è in vetroresina, la base in alluminio pressofuso con una finitura che uniforma i due materiali.
- Knoll la produce come poltroncina, come sedia senza braccioli e come sgabello basso, con base fissa o girevole.
- Sugli esemplari Knoll il logo e la firma di Saarinen si trovano sotto la base, secondo la scheda di Knoll International.
Chi ha disegnato la sedia Tulip e quando?
L’ha disegnata Eero Saarinen, architetto americano nato in Finlandia nel 1910 e morto nel 1961, e la scheda del Museum of Modern Art la data 1955-56. Il MoMA conserva la Tulip Armchair (modello 150) nella sua collezione, con il numero d’inventario 149.1958 e la dicitura “Gift of the manufacturer”: è stata donata da Knoll Associates, il produttore.
Sulle date c’è una piccola sfasatura da tenere presente quando si legge in giro: Knoll indica il 1957 come anno in cui Saarinen realizzò la collezione Pedestal, mentre la pagina dedicata al designer sul sito Knoll International parla di debutto nel 1958. Il progetto, quindi, è della metà degli anni Cinquanta; l’arrivo sul mercato è di poco successivo.
Il rapporto con Knoll era di lunga data. Saarinen e Florence Knoll si erano conosciuti da studenti alla Cranbrook Academy of Art, in Michigan, e quando lei entrò in azienda negli anni Quaranta lo invitò a disegnare per Knoll. Nel 1940 Saarinen aveva già vinto, insieme a Charles Eames, il concorso Organic Design in Home Furnishings del MoMA con sedute in compensato curvato: il museo conserva ancora i pannelli e i prototipi di quel concorso nella pagina dedicata a Saarinen. Chi vuole collocare la Tulip in una storia più lunga trova un quadro d’insieme nel nostro articolo su la sedia tra storia e innovazioni.
Perché la sedia Tulip ha una gamba sola?
Ha una gamba sola perché Saarinen voleva liberare lo spazio sotto il tavolo. Il MoMA riporta le sue parole: “The undercarriage of chairs and tables in a typical interior makes an ugly, confusing, unrestful world. I wanted to clear up the slum of legs. I wanted to make the chair all one thing again.” In italiano, più o meno: la parte inferiore di sedie e tavoli in un interno tipico crea un mondo brutto, confuso e inquieto; volevo ripulire quella baraccopoli di gambe e rendere di nuovo la sedia una cosa sola.
Per questo ogni pezzo della serie, sedie, tavoli e sgabelli, poggia su un unico stelo: messi insieme formano un ambiente coerente, senza la selva di gambe che si vede sotto una tavola apparecchiata. Il museo aggiunge che la forma ricorda sia il fiore sia un calice da vino, e che la Tulip è parte dell’ultima serie di mobili di Saarinen. Knoll racconta anche il suo metodo di lavoro: centinaia di modelli e prototipi in scala reale per correggere curve e proporzioni.
Di che materiale è fatta la sedia Tulip originale?
La sedia Tulip originale è fatta di vetroresina e alluminio. Il MoMA descrive il suo esemplare come “fiberglass-reinforced polyester and cast aluminum”, cioè poliestere rinforzato con fibra di vetro e alluminio fuso, e chiarisce un punto che sorprende molti: Saarinen inseguiva l’idea di “un pezzo, un materiale”, ma la Tulip ci arriva solo all’apparenza. La scocca scultorea poggia su uno stelo in alluminio con una finitura plastica che lo fa sembrare della stessa materia della seduta.
Le schede Knoll di oggi confermano la stessa costruzione: scocca in vetroresina stampata con finitura applicata, base in alluminio pressofuso. Knoll International indica un rivestimento Rilsan per le basi bianche e nere; nelle schede compaiono tre colori di struttura, bianco, nero e crema. Il cuscino della seduta, o il rivestimento completo dell’interno della scocca, si sceglie tra tessuti e pelli. Se vi interessa capire come la Tulip si colloca tra le sedute stampate del Novecento, ne parliamo nella guida alle sedie in plastica di design più famose.
Quali versioni della sedia Tulip esistono?
Knoll produce tre sedute della famiglia Tulip: la poltroncina con braccioli, la sedia senza braccioli e lo sgabello basso. Le misure qui sotto sono quelle della scheda europea di Knoll International, in centimetri.
| Versione | Misure (L x P x H) | Altezza seduta | Opzioni |
|---|---|---|---|
| Poltroncina con braccioli | 68 x 59 x 81 cm | 48 cm | Base fissa o girevole; cuscino o interno scocca imbottito |
| Sedia senza braccioli | 49 x 53 x 81 cm | 49 cm | Base fissa o girevole; cuscino o interno scocca imbottito |
| Sgabello | Misure non indicate nella scheda europea | Non indicata | Girevole, con cuscino imbottito |
La base girevole non è un vezzo: Knoll spiega che la seduta ruota per entrare e uscire dal tavolo con più facilità, un vantaggio concreto quando le sedie sono vicine tra loro. Lo sgabello, nella scheda americana alto circa 46 cm (18 pollici), è un pouf basso, non uno sgabello da bancone.
Come riconoscere una sedia Tulip originale?
Il primo controllo è sotto la base: la scheda di Knoll International indica che sugli esemplari attuali il logo KnollStudio e la firma di Eero Saarinen si trovano sulla parte inferiore della base. Poi vengono i materiali: una Tulip Knoll ha scocca in vetroresina e stelo in alluminio pressofuso, quindi una seduta in polipropilene o una base in acciaio stampato indicano un prodotto diverso, anche se la sagoma è simile. Le misure della tabella sono un terzo riscontro utile.
Per gli esemplari vintage, prodotti in decenni diversi, segni e finiture possono variare: in quel caso conviene chiedere al venditore foto della base, documenti d’acquisto e, se ci sono dubbi, rivolgersi direttamente a Knoll o a un suo rivenditore autorizzato. Non abbiamo trovato una guida ufficiale Knoll al riconoscimento dei pezzi d’epoca, quindi diffidate di chi promette certezze solo da una fotografia.
Le riproduzioni sono legali in Italia?
Qui serve prudenza, e un avvocato se il dubbio è concreto. La legge italiana sul diritto d’autore, la n. 633 del 1941, all’articolo 2 numero 10 protegge “le opere del disegno industriale che presentino di per sé carattere creativo e valore artistico”, come si legge nel testo dell’articolo 2 della legge sul diritto d’autore. L’articolo 25 fa durare i diritti economici per tutta la vita dell’autore e poi per settant’anni dopo la morte, termine portato da cinquanta a settanta dalla legge n. 52 del 1996. Saarinen è morto nel 1961. Se una specifica sedia rientri nella tutela, però, lo stabilisce caso per caso un giudice: non è una valutazione che si possa fare da un articolo di arredamento.
Come abbinare la sedia Tulip in casa?
La sedia Tulip rende al meglio con un tavolo a stelo centrale, che è l’abbinamento per cui è nata: sotto il piano restano solo due o tre colonne invece di una ventina di gambe, e la stanza sembra più ampia. Con un tavolo tondo il disegno della scocca si legge da ogni lato; per le distanze e il numero di posti in base al diametro trovate i dettagli nella guida alle sedie per tavolo rotondo.
- Ambienti piccoli: la gamba unica alleggerisce la vista e libera i piedi. In una cucina abitabile due Tulip bianche sotto un tavolo a stelo ingombrano alla vista molto meno di due sedie a quattro gambe.
- Accanto a sedie diverse: due Tulip a capotavola con sedie in legno lungo i lati funzionano bene, purché si tenga un colore comune. È lo stesso principio che raccontiamo nel nostro articolo sulle sedie spaiate a tavola.
- Con il legno chiaro: rovere e frassino scaldano il bianco lucido della scocca senza contraddire la linea.
Per confrontare tavoli e sedute contemporanee con cui costruire la composizione, un riferimento è il catalogo di Arredare Moderno, utile per vedere finiture e proporzioni dal vivo prima di scegliere.
Ha ancora senso scegliere una Tulip oggi?
Sì, se si cerca una sedia che lavori sull’insieme della stanza più che sul singolo posto a tavola. Il suo pregio è lo spazio libero sotto il tavolo e la continuità visiva tra seduta e base; i limiti sono altrettanto chiari: l’originale ha un prezzo alto, la scocca non è imbottita se non si sceglie il cuscino, e la base pesante va considerata se si spostano spesso le sedie. Il nostro consiglio è pensarla insieme al tavolo, non come acquisto isolato: anche una sola coppia di Tulip ben piazzata cambia la lettura di una sala da pranzo.
Cosa controllare prima di comprare
Girate la sedia e guardate sotto la base, dove sugli esemplari Knoll attuali ci sono logo e firma. Verificate che scocca e base siano in vetroresina e alluminio, confrontate altezza e larghezza con le misure del produttore e decidete prima se vi serve la base girevole. Per un pezzo vintage chiedete foto dei segni, documenti e la storia dell’oggetto. Se il prezzo è molto più basso del listino e il venditore parla di “stile Tulip”, state guardando una riproduzione: valutatela per quello che è.
