Sedie in paglia di Vienna: storia, tendenza e manutenzione

Nata nei caffè viennesi dell’Ottocento, la seduta intrecciata è tornata nelle cucine e nelle sale da pranzo di oggi. Ecco da dove viene, come è fatta e come farla durare.
Le sedie in paglia di Vienna hanno seduta e, a volte, schienale realizzati con un intreccio traforato di sottili strisce di rattan, la cosiddetta canna d’India: un materiale vegetale, elastico e traspirante, che si porta dietro più di un secolo e mezzo di storia del mobile. La ragione del loro ritorno è semplice: alleggeriscono visivamente il legno, lasciano passare la luce e invecchiano bene, a patto di trattarle come un materiale naturale e non come una plastica.
In sintesi
- La paglia di Vienna è un intreccio di rattan (Calamus rotang), una palma rampicante delle foreste del Sud-Est asiatico.
- È legata alla storia di Thonet e della sedia n. 14, oggi 214, progettata da Michael Thonet nel 1859.
- Oggi si trova intrecciata a mano nei fori del telaio oppure come rete già tessuta incassata in una scanalatura.
- Va inumidita periodicamente sul lato grezzo e non sopporta carichi concentrati, come salirci in piedi.
- Sta bene con legni chiari e scuri, tavoli in pietra o laccati e ambienti dal gusto sia classico sia contemporaneo.
Che cos’è la paglia di Vienna e perché si chiama così?
Nonostante il nome, la paglia di Vienna non ha nulla a che fare con la paglia dei cereali. Secondo la pagina tecnica di Thonet dedicata all’intreccio, il materiale proviene dal Calamus rotang, la palma rattan, una pianta tropicale rampicante delle foreste pluviali del Sud-Est asiatico, importata storicamente soprattutto dall’Indonesia. Per la seduta si usano strisce sottili di rattan; il midollo interno della canna, il midollino, nelle sedie Thonet forma il cordoncino che sigilla il bordo della seduta.
“Vienna” ricorda la città in cui la sedia in legno curvato con seduta intrecciata è diventata un prodotto di massa, arredando caffè, ristoranti e case di tutta Europa. Nel linguaggio commerciale si incontrano anche i termini francesi canneté e cannage, usati in pratica come sinonimi per indicare la stessa trama traforata, che lascia intravedere ciò che sta sotto e dà alla seduta il suo aspetto leggero. Per questo negli annunci e nei cataloghi si leggono spesso anche espressioni come sedie in canneté o sedie in rattan e legno.
Che legame c’è tra la paglia di Vienna, Thonet e la sedia n. 14?
Il legame è diretto: la paglia di Vienna è diventata famosa insieme alla sedia n. 14, il modello che ha trasformato il mobile in un prodotto industriale. La storia comincia con Michael Thonet (1796-1871). Come racconta la pagina Heritage di Gebrüder Thonet Vienna, nel 1842 si trasferì da Boppard a Vienna su invito del cancelliere Metternich e nel 1853 fondò con i cinque figli l’azienda Gebrüder Thonet. Lo stesso anno, 1842, è quello del brevetto per la curvatura del legno: listelli di faggio, scelto per le fibre lunghe e senza nodi, ammorbiditi al vapore, piegati e fissati in stampi metallici fino all’essiccazione.
Da quella tecnica nasce la n. 14. La scheda della sedia 214 di Thonet, il nome attuale del modello, indica come anno di progetto il 1859 e Michael Thonet come autore, e la definisce il prodotto di serie di maggior successo al mondo: 36 sedie smontate entravano in una cassa da un metro cubo, venivano spedite ovunque e montate sul posto. Gebrüder Thonet Vienna parla di oltre 50 milioni di esemplari prodotti. Per chi vuole allargare lo sguardo all’evoluzione della seduta nei secoli, c’è il nostro approfondimento su la sedia tra storia e innovazioni.
Per orientarsi: dopo la seconda guerra mondiale l’eredità Thonet si è divisa. Oggi esistono Thonet, in Germania, che produce la 214, e Gebrüder Thonet Vienna, con sede operativa a Torino e legale a Vienna.
Perché le sedie in paglia di Vienna sono tornate di moda?
Sono tornate perché rispondono a un desiderio molto concreto di chi arreda oggi: materiali naturali, superfici che si vedono invecchiare, oggetti che non sembrano usciti tutti dallo stesso stampo. Intorno a un tavolo da pranzo, sei sedie con seduta intrecciata pesano visivamente molto meno di sei sedie imbottite.
C’è anche una ragione di stile: la paglia di Vienna oggi compare su sedie dal disegno contemporaneo, con legni tinti nero o noce, telai sottili, schienali curvati. Per capire come inserire una sedia in legno in un ambiente attuale senza effetto nostalgia, può aiutare la nostra guida alle sedie in legno per arredare un ambiente moderno.
Intreccio a mano o rete già tessuta: che differenza c’è?
La differenza sta nel modo in cui l’intreccio viene fissato al telaio, e quindi anche nella riparazione. Thonet spiega sulla sua pagina dedicata al canework che in origine ogni sedia veniva intrecciata a mano, facendo passare le fibre attraverso fori praticati nel telaio della seduta. Oggi l’azienda usa invece stuoie di rattan tessute industrialmente: vengono immerse brevemente in acqua per renderle flessibili, inserite con colpi di martello in una scanalatura lungo il telaio e fissate con colla per legno; un cordoncino di midollino incollato nella scanalatura chiude il bordo. Asciugando, il rattan si ritira e la seduta va in tensione.
Per gli usi più intensi Thonet applica sotto l’intreccio una rete in poliestere bianco che ne allunga la durata; i modelli con questa rete aggiuntiva sono contrassegnati da una “V” dopo il codice. Per riconoscere i due sistemi: se il bordo della seduta mostra una fila di fori con l’intreccio che li attraversa, il lavoro è a mano; se invece c’è un cordoncino continuo che corre lungo il perimetro, si tratta di rete incassata.
| Tipo di intreccio | Caratteristiche | Cura |
|---|---|---|
| A mano, attraverso i fori del telaio | Metodo tradizionale; si riconosce dalla fila di fori sul bordo della seduta | Inumidire il lato grezzo; la riparazione richiede un artigiano che sappia reintrecciare |
| Rete tessuta incassata in scanalatura | Stuoia industriale fissata con colla e cordoncino di midollino; va in tensione asciugando | Inumidire il lato grezzo; in caso di rottura la rete si sostituisce |
| Rete con sottorete in poliestere | Strato sintetico sotto il rattan per gli usi intensi, ad esempio in bar e ristoranti | Stesse attenzioni del rattan; maggiore resistenza all’uso quotidiano |
| Intreccio in fibra sintetica | Imita l’aspetto della paglia di Vienna; il comportamento dipende dal materiale dichiarato | Seguire la scheda del produttore, che deve indicare il materiale |
Le sedie in paglia di Vienna sono robuste?
Sì, se usate come sedie: il rattan è un materiale rinnovabile, stabile ed elastico, che secondo Thonet cede leggermente sotto il peso e rende la seduta comoda anche senza cuscino. I limiti sono altrettanto chiari. L’intreccio teme i carichi concentrati: il produttore raccomanda di non usare mai la seduta come appoggio per salire, perché un ginocchio o un piede scaricano tutto il peso su pochi fili. Teme anche la secchezza prolungata, che rende la fibra fragile e incline a spaccarsi.
Thonet precisa poi che piccole irregolarità sulla superficie, dovute ai nodi di crescita naturali della pianta, non sono difetti finché nessun filo è rotto e l’intreccio è integro. Lo stesso vale per il colore, un tono miele che varia da pezzo a pezzo.
Come pulire la paglia di Vienna e mantenerla elastica?
La regola principale per la cura arriva dalla scheda di manutenzione di Thonet: l’intreccio va inumidito regolarmente sul lato inferiore o posteriore, quello grezzo e non trattato, per conservarne l’elasticità, soprattutto in stanze secche o climatizzate. Nella pratica comune lo si fa con una spugna o un panno appena umidi, senza inzuppare, lasciando poi asciugare la sedia lontano da fonti di calore dirette. Se qualche filo si stacca, il produttore indica che si può fissare di nuovo con colla vinilica.
Per la polvere quotidiana, indicativamente basta una spazzola morbida o l’aspirapolvere con la bocchetta a pennello, che entra nei fori della trama senza tirare le fibre. Le macchie fresche si tamponano subito. Per il telaio vale quanto si fa con qualsiasi sedia in legno: trovi i passaggi nella nostra guida su come pulire le sedie in legno da cucina. Evita sempre prodotti aggressivi e solventi, che possono macchiare il rattan in modo irreversibile.
Quali sedie contemporanee in paglia di Vienna si trovano oggi?
Accanto ai classici ancora in produzione, molti marchi hanno reinterpretato la seduta intrecciata. Tre esempi dalle schede ufficiali.

Thonet 214
È l’erede diretta della n. 14: struttura in legno massello curvato, seduta in canework, altezza 84 cm e altezza seduta 46 cm secondo la scheda Thonet. Esiste anche con seduta in compensato curvato (214 M) o imbottita (214 P).
Thonet 209
Disegnata nel 1900, ha il telaio di schienale e braccioli piegato da un unico pezzo di faggio massello. La scheda ricorda che Le Corbusier la usò in molti suoi edifici, tra cui il quartiere Weissenhof nel 1927. Seduta a 46 cm, disponibile con canework o imbottita.
Miniforms Brulla
Disegnata da Skrivo, è una sedia impilabile in frassino ispirata alle sedie austriache del Novecento, con schienale e gambe posteriori curvati e seduta in paglia di Vienna leggermente inclinata. Le finiture sono frassino naturale, tinto nero o tinto noce. Il fatto che si impili la rende interessante anche per chi ha poco spazio: ne parliamo nella guida alle sedie impilabili per la casa.
Per farsi un’idea più ampia delle combinazioni tra legno e intreccio oggi in commercio, un riferimento è il catalogo di Arredare Moderno, utile per confrontare finiture e stili prima di scegliere.
Con cosa abbinare le sedie in paglia di Vienna?
Rendono di più quando il resto dell’ambiente lascia respirare la trama:
- Tavolo in legno massello: l’abbinamento più naturale. Meglio un’essenza diversa dal telaio delle sedie, ad esempio rovere chiaro con sedie tinte noce.
- Piani in marmo, pietra o laccati: il contrasto tra superficie liscia e intreccio dà carattere a cucine e sale da pranzo dal gusto contemporaneo.
- Tessili naturali: lino, cotone grezzo, juta.
Cosa controllare prima di comprare
Prima dell’acquisto guarda il bordo della seduta per capire se l’intreccio è a mano o a rete incassata, chiedi se è presente una sottorete per l’uso intenso e verifica che la scheda dichiari chiaramente rattan naturale o fibra sintetica. Siediti e senti l’elasticità: la seduta deve cedere un poco senza afflosciarsi. Controlla infine che il produttore offra la riparazione o la sostituzione della rete.
